Tamburo è voce

Tamburo è Voce. Battiti di un Cantastorie

di e con Nando Brusco

Con “TAMBURO e VOCE…Battiti di un Cantastorie”, Nando Brusco compie un viaggio nella cultura popolare e nella memoria orale della sua terra. Il progetto e caratterizzato infatti dalla narrazione di storie e leggende del mediterraneo, offerte al pubblico in forma di canti, filastrocche, cunti che rivivono nel cerchio magico del tamburo: lo strumento che e ventre materno, forza generante, voce narrante dell’umanita. Lo spettatore si trovera coinvolto in un viaggio emozionante. Fra mito e realta. Fra Voce e Tamburo.

1. PRESENTAZIONE + SONA TAMBURO:
– presentazione del CANTASTORIE e benvenuto al pubblico con un canto a cappella. – presento il tamburo semplicemente iniziando a suonarlo.

– eseguo il brano SONA TAMBURO nel quale chiedo allo strumento di aiutarmi a raccontare, perché su questa terra si è persa la memoria. Gli chiedo di raccontarmi di Ulisse, dei Ciclopi, di suonare fra Sibari e Crotone, di suonare senza nulla in cambio affinchè il suono possa entrare nel cuore delle persone e spingerle a muoversi, a danzare.

2. PUNENTE E L’ISCA:

Questa è la prima storia che racconto. Parla dei pescatori del mio paese che nel giorno del 24 di giugno formavano le ciurma e giuravano fedeltà al capo ciurma e proprietario della barca. Racconto di come i pescatori amavano il mare ma ne avevano anche paura. Uno di essi ZI GIUVANNI mi racconta che quando era giovane stava per annegare per l’arrivo di una tromba marina. Ma si salva perché recita una formula magica, invocando l’aiuto di San Giorgio, questa pratica l’aveva vista fare a sua madre e la ha ripetuto quando stava per morire e così si salvò.

3. A FRAGALA’ :

Le mogli dei pescatori portavano il pesce pescato dai mariti verso le campagne e qui incontravano un mondo diverso dal loro. Era la terra a custodire le loro storie, non più il mare. Una storia realmente accaduta ( 29 ottobre 1949, Melissa, KR, Calabria) è quella che vede Angelina Mauro e tutti i contadini di MELISSA (KR, Calabria) andare ad occupare le terre incolte del latifondo nella zona di Fragalà. I contadini vivevano nella miseria e non avevano terre da coltivare per sfamare i propri figli, per questo decidono di occupare quelle incolte dei grossi latifondi. Arriva però la polizia per placare quella insurrezione e spara sui contadini, e muoiono Angelina Mauro, Giovanni Zito e Francesco Nigro.

4. ZI CRAPIU:

Nelle società antiche il racconto svolgeva un ruolo di insegnamento. Veicolava quei valori e quei principi che servivano a formare le generazioni successive. Detentrici di questo sapere erano le donne. Mia nonna mi raccontava la storia dello “Zi crapiu”, cioè la storia di un mostro metà uomo e metà caprone, con sette grandi corna in testa, che un giorno si intrufola dentro la casa di una vecchietta e non vuole più uscire. La padrona di casa prova a scacciarlo, i cacciatori altrettanto ma niente. Arriva però un piccolo grillo che nonostante lo scetticismo di tutti riesce a far scappare il mostro.

Morale: Quando le cose sembrano impossibili, quando si pensa che non si possa fare nulla per cambiare lo stato delle cose, basta essere un po “grilluuzzo” basta tirar fuori un pizzico di coraggio e le cosa possono cambiare.

5. FILASTROCCA +RE BUFE’:

Le prime filastrocche sono un esempio di scioglilingua ed hanno un valore solo ritmico con un incastro fra la metrica del testo e la metrica del ritmo sul tamburo, la storia di Re Bufè invece è contemporaneamente una storia ed uno scioglilingua.

E’ la storia di un re che ha una figlia. Questa figlia ha un uccello, un giorno quest’uccello scappa via e il padre indice un bando: chi troverà l’uccello della figlia avrà la stessa figlia in sposa. A trovare l’uccello arriva però un vecchio, brutto, e sporco e allora il re decide che è meglio una figlia senza uccello che una figlia sposata con quel vecchio brutto e sporco

6. RINNINELLA:

E’un canto d’amore nel quale un giovane affida il suo messaggio d’amore ad una rondine. Alla quale si chiede appunto di fermarsi, di diventare messaggera d’amore e di non perdere la lettera altrimenti chi l’ha inviata perderà il cuore.

7. CAMINANTE:

Oggi La sfida di un Cantastorie è quella di riuscire a raccontare il presente. Di competere con tutte le agenzie di informazione che ci circondano. Per me che amo invece raccontare il passato è ancora più impegnativo. Mi sono chiesto quindi se esisteva un qualcosa, un’immagine, un’azione dell’uomo che legasse il passato al presente. Credo che l’uomo in cammino possa essere la risposta.

Camminando si tiene insieme il passato e il presente. Camminavano i contadini di Melissa, con la loro stanchezza e la loro dignità. Camminavano i nostri nonni quando decidevano di partire, di emigrare. E camminano ancora oggi migliaia di persone che fuggono dalle guerre, dalle bombe.

Tutto passa e tutto resta (scriveva Antonio Machado) restano gli sguardi di quei bambini e a volte ne restano anche i corpi. Restano i suoni di quelle lingue, di quelle parole che si mescolano su quel sentiero. Che è il sentiero della speranza.

 

Biografia

Nando Brusco si forma nel panorama della musica del folk. Si interessa di poesia dialettale e sin da piccolo manifesta una spiccata propensione verso la danza tradizionale che lo porta a collaborare, sulla fine degli anni ’90 , con molteplici formazioni di musica popolare/tradizionale proprio come ballerino. Da questa esperienza capisce di essere profondamente legato all’aspetto del ritmo; e allo strumento che, nella musica popolare, lo genera: il tamburo.Inizia cosi, nei primi anni duemila un vero e proprio percorso esistenziale e di studi sullo strumento. Incontra i piu grandi maestri ( Massimo Laguardia, Alfio Antico, Paolo Cimmino, Davide Conte, Andrea Piccioni, Leon Pantarei, Luca de Simone ed altri) e conosce da vicino le varie tecniche tradizionali del sud Italia. Parallelemente, il suo percorso universitario, gli permette di compiere una ricerca storico- antropologica che legittima i progetti artistici che intraprende: NAGRU’ con il quale realizza il disco “A nasci e a muri…e ‘na cantata”(2007); uno spettacolo da Cantastorie ( L’Amuri di Calabria) ; diversi progetti discografici fra i qualiTaranta Muffin, Suonatori Libertari Calabresi, Cantori Calabri, Progetto Fuocu, Arangara; partecipa in progetti teatrali: “Visita Guidata Teatrale GALEAZZO DI TARSIA” (Regia P.Scialis); ” Vibrazioni d’Acqua” (Regia V. Gallo); “Gramsci Antonio, detenuto” (Regia F. Maraghini); Progetto musicale EtnoJazz NA’IMcon il quale realizza il disco “DELICATO” e partecipa ad alcuni festival Jazz. Debutta con un nuovo spettacolo da Cantastorie: “TAMBURO e VOCE…Battiti di un Cantastorie” . Nel 2015 avvia la collaborazione con il Teatro Proskenion

 

INFO

teatroproskenion@gmail.com